Di bambini, letture e arte…

Questo è stato l’anno delle letture ad alta voce, della scoperta dei bei progetti Nati per Leggere, In vitro, Io leggo perché…, dei libri portati fuori dalle case e dalle biblioteche, letti e vissuti in compagnia, su un divano allo studio, in campagna, al mare insieme ai bambini ed alla loro curiosità.

È l’anno della nuova collaborazione con Fabiana Renzo e la sua passione per l’arte (dalla pittura alla scrittura, passando per il crochet), con Tony Forte e la sua passione veterinaria, grazie alle quali siamo riusciti a portare ai bambini la natura, la fantasia, gli animali attraverso esperienze sempre diversi, nuovi amici e lavoretti sempre nuovi da costruire, disegnare e colorare insieme.

È l’anno in cui lo Studio di psicologia si è riempito di “clienti” nuovi (tutti al di sotto del metro e cinquanta) con la voglia di vivere e sperimentare la fantasia, i sogni il benessere, e lo Studio stesso è uscito dalle proprie mura per vivere esperienze nuove tra gli alberi, nelle piazze, sui velieri… tra le nuvole ed i castelli.

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Perché psicologia e psicoterapia non lavorano sempre e solo sul malessere, ma operano quotidianamente per il benessere, per diffondere, partendo dai bambini, lo stupore e la curiosità per ogni piccola cosa, la voglia di sognare e di giocare, di incontrare mondi nuovi attraverso piccole forme di arte e grandi pagine di libri e storie. Perché questi stessi bambini possano, un giorno, diventare degli adulti che si meravigliano di fronte all’arte ed alla letteratura e possano trasmettere il loro stupore e la loro curiosità agli adulti che avranno intorno ad ai loro figli, nipoti, piccoli amici.

Siamo stati con loro con le iniziative dei laboratori AnimaliAmo e NaturaliAmo, staremo a breve ancora insieme all’interno dell’evento SOLSTIZIO | CULTURA E NATURA NELL’ECOMUSEO DI VENERE con il laboratorio VeLeggiAmo e con le attività locali dei Crest.

Per stupirci ancora, e ancora, e ancora…

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Raccontare, raccontarsi, raccontarsela… con lo psicologo

Ottobre 2014 – Mese del Benessere Psicologico in Puglia

 

Anche quest’anno partecipo all’iniziativa Ottobre Mese del Benessere Psicologico in Puglia mettendo a disposizione lo studio per parlare di benessere psicologico e accogliere richieste di aiuto e chiarimento.

Raccontare, raccontarsi, raccontarsela è il titolo che ho scelto per incorniciare le consulenze gratuite che offrirò durante il mese di ottobre.

Perché ogni vita merita lo spazio adeguato per il proprio romanzo e perché il tempo che dedichiamo a noi stessi è sempre tempo guadagnato.

— presso Studio Di Psicologia Dr.ssa Valeria Piras.

 

Scarica la locandina Raccontare, Raccontarsi, Raccontarsela

locandina 2014

 

 

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Il disagio psichico, affettivo o emotivo, si esprime anche attraverso il corpo. |

See on Scoop.itPsicologia e non solo

Le emozioni ci parlano attraverso il corpo.

Spesso urlano e non riusciamo comunque a sentirle.

 

Ascoltare i messaggi del nostro corpo è il primo passo verso una gestione consapevole della nostra vita emotiva.

 

Dall’articolo:

“Le emozioni, i sentimenti e le difficoltà, troppo dolorose per essere vissute e sentite, trovano nel corpo un contenitore pronto a riceverle. Questo crea nel soggetto l’idea di non avere nessun tipo di difficoltà psicologica, ma solo un disagio medico che si pensa possa essere curabile con qualche medicina…”

See on www.giacinto.org

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Facciamo un po’ di chiarezza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra

In poche parole un utile reminder per distinguere le professionalità di psicologo, psicoterapeuta e psichiatra. Per essere più consapevoli delle proprie scelte…

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Stress in gravidanza e depressione post parto: c’è un nesso

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Il mio parere: Personalmente resto sempre un po’ perplessa rispetto all’applicabilità alla vita quotidiana di ricerche svolte su “modello animale” dato che, per quanto i ricercatori possano dare il massimo nel tentativo di controllare e operazionalizzare il numero maggiore di variabili, il “modello animale” non avrà mai lontanamente nulla a che fare con il “modello vita reale” sperimentato, in maniera sempre diversa, da ogni diversa donna in attesa. Per questo motivo prendo con le pinze il risultato riportato dall’articolo secondo cui lo stress in gravidanza sarebbe in qualche modo correlato con la gravidanza post partum, per almeno due motivi.

Il primo ha a che fare prevalentemente con la ricerca di cui sono riportati i risultati: oltre al fatto di essere stata svolta su modello animale, la ricerca descrive e operazionalizza lo stress come una situazione di sollecitazione cui le gestanti partecipanti alla ricerca erano sottoposte durante l’esperimento. A parte il fatto che la reazione a situazioni potenzialmente stressogene è altamente soggettiva, ho il fortissimo dubbio che, in una gravidanza umana sia possibile identificare tutte le situazione potenzialmente stressogene e soprattutto ho il fortissimo dubbio che una donna in attesa possa vivere la sua esperienza in totale serenità, senza che nulla del contesto in cui vive rappresenti una “situazione di sollecitazione”.

Il secondo motivo ha, invece, a che fare con la natura stessa della depressione post partum: fermo restando un calo dell’umore post partum legato a cause di natura ormonale, la reazione di ogni donna alla nascita di un figlio è assolutamente soggettiva e legata a variabili personali, ma anche contestuali e sociali ed in generale alla capacità di fronteggiare la nuova situazione non solo da parte della madre, ma dell’intero sistema in cui vive.

 

Detto questo, la ricerca mi pare degna di nota, almeno per un particolare: sembrerebbe infatti dimostrato che, effettivamente, il periodo della gravidanza, nei soggetti non sottoposti alla stimolazione stressante, abbia stimolato l’aumento di spine dendritiche, associate ad “un miglioramento della funzione cognitiva in compiti che richiedevano flessibilità comportamentale, consentendo più efficaci azioni anche in multitasking.”

 

Ma che le mamme sono multitasking già lo sapevamo.

 

Tratto dall’articolo: “L’attenzione della dottoressa Benedetta Leuner e colleghi della OSU si è concentrata sulle cosiddette spine dendritiche – ossia quella specie di protrusioni sulle cellule cerebrali che sono utilizzate per lo scambio d’informazioni con gli altri neuroni. L’aumento di queste spine dendritiche nel cervello delle neomamme, già in precedenti studi, è stato associato a un miglioramento della funzione cognitiva in compiti che richiedevano flessibilità comportamentale, consentendo più efficaci azioni anche in multitasking. In base a quanto scoperto dai ricercatori, una gravidanza nella norma è in grado di aumentare il numero di spine dendritiche di circa il 20% nel cervello delle neomamme.”

 

See on www.lastampa.it

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Ma non ci siamo già visti? Memoria e nomi: come testare il nostro Face Name Memory IQ

Quante volte vi è capitato di stringere la mano ad una nuova conoscenza, sentirne il nome ed immediatamente perderlo nelle stanze delle cose impossibili da ricordare?
O forse siete parte di quei fortunati che non dimenticano mai un volto, né il nome ad esso associato?

I meccanismi della memoria sono da sempre oggetto di studio da parte di ricercatori afferenti a diverse aree scientifiche e nonostante da più di un secolo anche gli psicologi si adoperino intorno all’argomento, la memoria continua ad interessare, soprattutto in tempi in cui il continuo evolversi della tecnologia ci obbliga a confrontarci con compiti mnemonici sempre diversi.

Recentemente la Whashington University of St. Louis ha messo online lo strumento per una nuova ricerca sulla memoria: lo scopo è di studiare attraverso un test la capacità di memorizzare e associare visi e nomi, l’obiettivo è di invadere viralmente la rete per raccogliere, da tutto il mondo, quanti più dati possibili.

Seguendo questo link potrete testare anche voi, attraverso il vostro pc, smartphone o tablet, la vostra capacità di memorizzare nomi e visi e verificare quello che i ricercatori hanno definito il vostro Face Name Memory IQ, confrontandolo con la media di chi ha già svolto il test.

Il test è in inglese e dura circa 10 minuti, è anonimo (per quanto possano essere “anonimi” i test effettuati via internet) e appena concluso il test avrete la possibilità di verificare il vostro personale Face Name Memory IQ. Vi sarà richiesto di fornire alcuni dati di natura demografica riguardanti la vostra fascia di età, il genere, lo Stato e l’etnia di appartenenza, il titolo di studio, la lingua madre e la vostra capacità visiva. Se sarete interessati a proseguire il test con una seconda fase, da svolgere a 24 ore di distanza, potrete fornire il vostro indirizzo email e riceverete il giorno dopo il link per proseguire il test.

Non vi svelo nulla di come si svolge il test per non influenzarvi, vi lascio solo una nota tratta dall’introduzione in cui i ricercatori, probabilmente un po’ influenzati dall’ambito medico-farmacologico, si premurano di avvertire i partecipanti che:

The risks of participating are possible boredom or being dissatisfied with your performance. There are no known benefits.

Se dopo il test vi sentirete annoiati o insoddisfatti per la vostra performance, saprete a chi dare la colpa!

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